Stress, ansia e difficoltà quotidiane

Dott. Luca Boccia
Psicologo


Ci sono periodi in cui gli impegni, le responsabilità e le preoccupazioni sembrano occupare sempre più spazio. Si può avere la sensazione di dover continuamente rispondere alle richieste degli altri, senza trovare abbastanza tempo per fermarsi, recuperare o capire come ci si sente davvero.

A volte non è un singolo evento a creare difficoltà, ma il modo in cui tante richieste si accumulano nel tempo.

Quando il lavoro occupa troppo spazio

Il lavoro può diventare una fonte importante di pressione quando la quantità di ciò che viene richiesto aumenta continuamente e sembra esserci sempre qualcosa da fare, da raggiungere o da dimostrare.

La ricerca della performance può lasciare poco spazio alla qualità, alla soddisfazione personale e alla possibilità di sentire che ciò che si fa ha un significato. In alcuni contesti può aggiungersi l’incertezza legata al futuro, alla stabilità del proprio ruolo o alla possibilità di perdere il lavoro.

Non sempre, inoltre, si lavora nel settore o nel ruolo che si sarebbe scelto. A volte si viene scelti dalle circostanze e ci si adatta: si accetta un lavoro, poi un altro, e con il passare degli anni può diventare difficile chiedersi se quella strada corrisponda ancora a ciò che si desidera.

Anche sentirsi poco riconosciuti può diventare una fonte di disagio. Si può avere la sensazione di impegnarsi molto senza essere realmente visti, oppure di dover fare sempre di più perché ciò che si fa non sembra mai abbastanza.

Quando non si riesce più a staccare

Anche il modo in cui lavoriamo può rendere più difficile recuperare le proprie energie.

Nel lavoro da casa, ad esempio, il confine tra il tempo professionale e quello personale può diventare meno definito. Lo stesso ambiente può essere contemporaneamente il luogo in cui si lavora, si mangia, si riposa e si trascorre il tempo con la famiglia.

Il lavoro può così continuare a essere presente anche quando la giornata è formalmente terminata: una mail a cui rispondere, un pensiero rimasto in sospeso, qualcosa da preparare per il giorno successivo.

Quando viene meno la possibilità di creare una vera distanza dal lavoro, anche il riposo può diventare meno efficace.

Quando le energie non bastano più

Ci sono momenti in cui ci si può sentire semplicemente “scarichi”, come se le batterie non riuscissero più a ricaricarsi.

Non si tratta soltanto di essere stanchi dopo una giornata impegnativa. Può diventare difficile concentrarsi, mantenere la pazienza, trovare motivazione o sentirsi efficaci in quello che si fa. Alcune persone descrivono questa esperienza dicendo: “Mi sento bruciato” oppure “Ho la testa che mi brucia”.

Anche un lavoro importante e ricco di responsabilità può diventare particolarmente pesante quando richiede di confrontarsi continuamente con le difficoltà degli altri. È il caso, ad esempio, di professionisti come gli infermieri, che possono trovarsi a gestire turni impegnativi, responsabilità assistenziali e un rapporto quotidiano con la malattia, la sofferenza dei pazienti e le preoccupazioni delle loro famiglie.

Quando sembra di non poter cambiare le cose

Lo stress può diventare ancora più difficile da affrontare quando la persona sente di avere poco margine di scelta.

Può succedere di sentirsi vincolati alle decisioni di un’azienda, di un responsabile o dalle condizioni economiche del momento. Anche assistere alla perdita del lavoro di altre persone può alimentare la preoccupazione per il proprio futuro.

Nel tempo può comparire una sensazione di impotenza: “Non posso cambiare nulla”, “Devo continuare così”, “Non ho alternative”.

Questa esperienza può influenzare anche il modo in cui ci si rapporta agli altri. Il rapporto con i colleghi o con chi coordina il lavoro può diventare più conflittuale, oppure si può iniziare a evitare il confronto per paura delle conseguenze.

Quando lo stress entra nella vita quotidiana

Le difficoltà non rimangono necessariamente confinate al luogo in cui hanno avuto origine.

La preoccupazione può continuare a essere presente a casa, rendendo più difficile ascoltare le persone vicine, dedicarsi alla famiglia o godere del tempo libero. Anche le attività che normalmente aiutano a stare bene possono perdere spazio.

A volte ci si accorge che non si riesce più a fare ciò che prima sembrava naturale: uscire, vedere gli amici, dedicarsi ai propri interessi o semplicemente stare senza fare nulla.

Il problema non è soltanto avere molte cose da fare, ma arrivare a sentire che non rimane più spazio per sé.

Un lavoro sulla persona

Il lavoro parte dall’esperienza concreta della persona e dal modo in cui le difficoltà si sono inserite nella sua vita.

Può riguardare il rapporto con il lavoro, le aspettative che si hanno verso sé stessi, il modo in cui si vivono le relazioni professionali, la difficoltà a porre dei limiti e ciò che rende difficile recuperare le proprie energie.

Può essere anche uno spazio per riconoscere risorse e capacità che nel tempo sono rimaste in secondo piano e comprendere quali possibilità esistono, anche quando non è possibile modificare immediatamente le circostanze esterne.

L’obiettivo non è semplicemente eliminare lo stress, ma aiutare la persona a comprendere ciò che sta vivendo, recuperare maggiore consapevolezza delle proprie possibilità e trovare modalità più sostenibili per affrontare il lavoro e la vita quotidiana.

Se senti il bisogno di ritrovare un po’ di respiro nella tua quotidianità, possiamo parlarne