Dott. Luca Boccia
Psicologo
L’adolescenza è una fase in cui molte cose possono cambiare rapidamente. Cambia il corpo, cambiano gli amici, la scuola, gli interessi e il modo di relazionarsi con i genitori. Anche il mondo intorno ai ragazzi si trasforma velocemente e non sempre è facile per un genitore comprendere nuovi linguaggi, modalità di comunicazione e forme di relazione che prima non esistevano.
Per un genitore può essere difficile riconoscere il proprio figlio in questo nuovo modo di essere. Ci si può chiedere: “Perché mio figlio non è più lo stesso?”, “Perché non riconosco più mia figlia?” oppure “Perché litighiamo continuamente?”. Il distacco che accompagna la crescita può essere vissuto con preoccupazione, soprattutto quando il ragazzo diventa più riservato, chiude la porta della propria stanza o sembra non voler più condividere ciò che vive.

Quando è difficile capire cosa sta succedendo
A scuola possono comparire difficoltà, momenti di smarrimento o la sensazione di non sapere quale direzione prendere. Le aspettative dei genitori, degli insegnanti e degli stessi ragazzi possono diventare pesanti, soprattutto quando dall’esterno non è facile capire quanto impegno e quanta fatica ci siano già dietro ciò che il ragazzo riesce a fare.
Anche le relazioni possono diventare più complesse. I social e la continua connessione con gli altri possono occupare una parte importante della vita quotidiana: fotografie, video, messaggi e contenuti scorrono continuamente e contribuiscono a costruire nuovi modi di confrontarsi, comunicare e mostrarsi.
Per un adolescente questo può significare sentirsi continuamente esposto al confronto con gli altri, alle aspettative e alla necessità di trovare un posto all’interno del proprio gruppo. Per un genitore, invece, può essere difficile capire fino in fondo ciò che accade in un mondo a cui non apparteneva quando aveva la stessa età.
Quando il rapporto con i genitori cambia
Durante l’adolescenza il figlio comincia a costruire una propria identità e a prendere progressivamente le distanze dalle figure genitoriali. Può avere bisogno di maggiore autonomia, contestare ciò che prima accettava o cercare negli amici e nei coetanei punti di riferimento sempre più importanti.
Questo passaggio può creare incomprensioni e conflitti. A volte il genitore può avere la sensazione di non essere più ascoltato, mentre il ragazzo può vivere domande, consigli o preoccupazioni come un’intrusione.
Anche quando conosciamo profondamente nostro figlio, rimane una persona diversa da noi, con pensieri, esperienze e una parte della propria vita che non possiamo conoscere completamente. Imparare a riconoscere questa distanza può aiutare a non viverla soltanto come una perdita.
Essere presenti, in questa fase, può significare anche trovare un modo diverso di comunicare: non sempre aprendo una porta che il ragazzo tiene chiusa, ma cercando di capire che cosa rende possibile, nel tempo, riaprirla.
Quando compaiono segnali di difficoltà
Un cambiamento nel comportamento non indica necessariamente che ci sia un problema psicologico. Può però diventare importante prestare attenzione quando il ritiro, la tristezza, l’ansia, le difficoltà scolastiche o i conflitti diventano persistenti e iniziano a limitare la vita del ragazzo.
Anche il genitore può avere bisogno di uno spazio in cui fermarsi e comprendere ciò che sta accadendo, senza sentirsi immediatamente responsabile di ogni difficoltà del figlio. A volte interrogarsi sul proprio modo di comunicare e sulle proprie aspettative può essere più utile che cercare di trovare subito una soluzione o di forzare il ragazzo a parlare.
Un lavoro che coinvolge la relazione
Il lavoro psicologico parte dall’esperienza del ragazzo e, quando necessario, tiene conto anche del contesto familiare in cui vive.
Può riguardare il modo in cui l’adolescente sta affrontando i cambiamenti, le relazioni con i coetanei, la scuola, l’immagine di sé, le emozioni che fa fatica a esprimere o le situazioni che progressivamente ha iniziato a evitare.
Allo stesso tempo, può offrire ai genitori uno spazio per comprendere meglio ciò che stanno vivendo e trovare modalità diverse per stare nella relazione con il proprio figlio.
L’obiettivo non è riportare l’adolescente a essere quello di prima, ma accompagnare una fase in cui entrambi devono imparare, in modi diversi, a conoscersi nuovamente.
Se senti che questo cambiamento sta mettendo in difficoltà te, tuo figlio o la vostra relazione, possiamo parlarne insieme.